Luoghi

Il trasloco dello zio di Nilba (Guillermo). Sulla Calle San Martín, quando le strade erano ancora sterrate — 1965.
Nilba Peretti

Il trasloco dello zio di Nilba (Guillermo). Sulla Calle San Martín, quando le strade erano ancora sterrate — 1965.
Nilba Peretti

Il trasloco dello zio di Nilba (Guillermo). Sulla Calle San Martín, quando le strade erano ancora sterrate — 1965.
Nilba Peretti

Il trasloco dello zio di Nilba (Guillermo). Sulla Calle San Martín, quando le strade erano ancora sterrate — 1965.
Nilba Peretti

Una «tapera» (una casa rurale abbandonata) lungo la Ruta Nº4. Forse una delle case della ferrovia (non confermato).
Carina Dándolo

Una «tapera» (una casa rurale abbandonata) lungo la Ruta Nº4. Forse una delle case della ferrovia (non confermato).
Carina Dándolo

Una «tapera» (una casa rurale abbandonata) lungo la Ruta Nº4. Forse una delle case della ferrovia (non confermato).
Carina Dándolo

L'ingresso al paese per la Calle San Martín. Garitta sulla Ruta N°4.

Garitta sulla Ruta N°4.

Il portale d'ingresso al paese.
Adriana Rosso

Un'antica immagine di San Bernardo all'ingresso del paese.
Familia Tesolín

Angolo tra San Martín e 25 de Mayo.
Familia Tesolín

«Il medico dice che non deve sforzarsi.» Sebastian Fassi e Ruli Baez — davanti da «Cachi» (Calle Iturraspe).
Familia Dándolo

«Seminare con un metodo moderno». Mateo Troncoso — Calle Malvinas Argentinas (oggi i capannoni Barbiero).
Familia Dándolo

Stazione di servizio. Da sinistra a destra: Mateo Troncoso, Julio Dándolo e Luis Garello; dietro, la estanciera (familiare) di Juan Bauducco. — 1972
Familia Dándolo

La facciata della farmacia Tesolín agli inizi. Sulla Calle San Martín.
Familia Tesolín


Stazione di servizio. Calles San Martín e Iturraspe.


Da sinistra a destra — in alto: Jorge Delgado, Sangali (il camionista), «Carli» Peretti, «Cachi» Dándolo. In basso: Francisco Delgado («Mota»), Julio Dándolo, José Ludueña. Calles San Martín e Iturraspe.
Familia Dándolo

Familia Marengo

MEMORIE DI LA PELADA — Maria Luisa Ravasio. Un'intervista a Marilu Ravasio de Bauducco, che questa volta ci racconta del mulino «La Esmeralda»; della fabbrica di bibite, soda e ghiaccio; della centrale elettrica; dei carnevali; del passaggio della ferrovia; e del ruolo di «Boteron» Zunino.
Familia Marengo
